Suor Germana

Dicono di lei

Articolo tratto da:
"Le grandi donne del Piemonte" di Michele Florio - Daniela Piazza Editore

Parlando di carne (ma anche di pesce, di verdure, di frutta) si nutre lo spirito.
Potrebbe essere la strategia, seguita a fin di bene, di una religiosa che, vendendo milioni di copie dei suoi libri di cucina e di richiestissime agende annuali, parallelamente diffonde il messaggio cristiano; insomma, una missionaria tra i fornelli: non già per prenderci per la gola piuttosto, ribadendo il concetto della mens sana in corpore sano, per meglio evangelizzare, o soltanto aiutare il prossimo in difficoltà.

Intendiamo riferirci a Martina Consolaro, nome perfettamente sconosciuto perché quello notissimo agli ascoltatori della radio e della televisione, rispettosamente consultato dai cultori di ricette culinarie è Suor Germana. Se per la Chiesa prendere i voti è rinascere, ecco che fin dalla sua minor età ci troviamo di fronte a una “Piemontese per sempre, che poi a Torino ha fondato ed è stata l’instancabile animatrice del “Punto Familia, che ha avuto editori a Casale Monferrato, Alessandria e nello stesso capoluogo subalpino, anche se anagraficamente nata a Durro Crespadaro sui monti vicentini nel 1938.

E’ figlia di gente modesta. Il padre, a seconda del vento; fa il boscaiolo o l’elettricista. Martina è pastorella. A dodici anni si manifesta in lei la vocazione religiosa, ma la famiglia non può indebitarsi per mandarla in collegio. Ecco allora che lei – contraddicendo la futura attività – fa lo sciopero della fame. E vince. Così si trasferisce a Rivarolo Canavese presso le Suore Apostoline, rimanendovi due anni: ma poi viene rispedita a casa “perché inadatta alla vita religiosa. Semplicemente aveva spiegato a una consorella come nascono i bambini.

Per altri due anni Martina sta a servizio presso una famiglia torinese. Testardamente, insiste nel voler prendere i voti, viene riaccolta nella comunità monastica. Pratica il noviziato, e a diciannove anni diventa Suor Germana, nella congregazione delle Suore del Familiato Cristiano, fondata da Monsignor Alfredo Barberis per evangelizzare e tutelare il lavoro domestico. Si diploma e frequenta Magistero per un biennio.

A 23 anni Suor Germana ha la responsabilità della scuola per fidanzati, compresa la materia cucina. “Ubbidii fra le lacrime, perché non mi sentivo adatta. Sapevo appena cucinare. Come avrei potuto insegnare ricette appetitose a ragazze che doveveno imparare ad accontentare i futuri mariti? Anche in tale occasione, comunque, compresi che il Signore aveva un progetto particolare per me e che mi stava preparando a quello che si sarebbe rivelato il mio compito nella vita. Mi resi cioè subito conto che non mi interessava tanto la cucina fine a se stessa, bensì la cucina come servizio, in quanto strumento per esprimere il mio amore per la famiglia.

La svolta importante si verifica nel 1964 allorché nasce il “Punto Familia” con corsi per coppie di fidanzati. Vi prenderanno parte psicologi, psichiatri, sessuologi, ginecologi, pediatri, avvocati e altri esperti. E’ una vera e propria università della famiglia. Suor Germana dice con modestia: ”La mia fortuna è stata quella di essermi resa conto che come religiosa risentivo di determinati limiti, per cui non ero in grado di rispondere da sola a tutti i problemi della famiglia. Per questo motivo mi sono rivolta a un gruppo di laici. La mia vita è tutta qui, sono al servizio della famiglia giorno e notte".

Intanto però i suoi libri danno la scalata ai vertici delle vendite, si dimostrano autentici best selleres, con cifre da capogiro. Un esempio? “Quando cucinano gli angeli” nella sola Italia ha superato i due milioni di copie ed è stato tradotto in una quindicina di lingue! Non tutto però è rosa: si creano gelosie e incomprensioni da parte di certi superiori e consorelle. La reazione è una malattia che la costringerà immobile a letto per una quarantina di giorni (siamo nel 1990), col rischio di un addio anticipato a questo mondo. Ripresasi, lascia la vecchia comunità, passa alla congregazione dell’Ordo Virginum. “Comunque alla lunga la scelta si è rivelata un ennesimo segno della provvidenza: se non avessi provato sulla mia pelle lo strazio della separazione, non avrei mai potuto capire ciò che prova una copia quando divorzia. Percorre un secondo noviziato, riceve un’altra consacrazione, e quel giorno ebbe a commentare: “Oggi mi sono fidanzata anch’io".